Upline nel network: Amore & Odio!

upline nel network
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Analizziamo insieme quali scenari possono crearsi con l’upline (persona che si trova “sopra di te” in un business multilivello), proprio quando decidi di intraprendere la carriera da networker. Parliamo del rapporto con il tuo upline, anche detto sponsor. Colui o colei che ti ha consigliato proprio quel business e che ti ha voluto fortemente nel suo team.

Scopriamo insieme perché un rapporto si trasforma da amore in odio, nel giro di poche settimane, grazie alle pressioni che possono “venire dall’alto”!

Upline, step 1: Amore

Ti hanno parlato del network marketing. L’idea è buona e ti affascina. Il pensiero di poter ottenere un guadagno extra ti eccita. Ti hanno detto che, in fin dei conti è facile e chi te ne parla, “non vede l’ora” che tu possa entrare a far parte del suo team. “Wow, è la situazione perfetta, mi iscrivo!”

Questo scenario mi si ripresenta tante e tante volte durante le consulenze con networker, quando mi spiegano il modo e i motivi per cui hanno deciso di entrare in un business. Tutti, più o meno, sono stati ammaliati dalle “possibilità di facili guadagni”, una panacea di cui si può godere direttamente “da casa”.

È lo splendido (e millantato) mondo del network marketing: soldi facili, seduti sul divano a godersi la vita, riuscendo a seguire i figli, lavorando dalla propria dimora, senza competenze e inviando SOLO semplici richieste di amicizia e qualche messaggino. In fin dei conti, è sufficiente seguire la lista di azioni che ti hanno dato. Che ci vorrà mai!

E così i primi giorni sei carichissimo, non vedi l’ora di contattare tutti i tuoi amici e parenti, pronto a gridare al mondo il tuo nuovo lavoro, fatto di grandi speranze e pochissimo investimento. Creato su promesse importanti che porteranno nelle tue tasche centinaia di migliaia di euro e poi, la ciliegina sulla torta: “lo fai da casa o dovunque sei, al mare, in montagna o a cena con gli amici”.

E quando ti si ripresenta un’occasione simile?
Wow, mai più! Non posso farmela sfuggire”

Upline, step 2: Transizione

Sei partito quindi alla grande, ogni mattina guardi quel foglio di carta contenente la “semplice” lista di azioni che devi fare in modo ripetitivo e senza starci troppo a pensare: lista nomi, primo contatto d’approccio e decine di messaggini in sequenza. Aggiungi poi delle semplici telefonate, qualche storia su Instagram ballando, danzando o recitando in playback dei passi tratti da film, direttamente da TikTok.

“A ma quindi non è un vero lavoro, mi son detta!” – frase vera, pronunciata da una donna in consulenza – “devo solo far sorridere e far divertire un po’ la gente: faccio ‘un po’ la stupida online’ mostrando la mia vita, chattando con le persone con lo scopo di entrarci in empatia. Mi hanno detto che così sarò in grado di vendere”.

Quanto su riportato, ha davvero dell’incredibile ma purtroppo, non si limita alle sole “azioni professionali” consigliate dall’upline. Alla stessa signora hanno consigliato di studiare la “Tecnica dello Spam” (giuro che me la sono fatta girare, perché volevo capire di quale assurdità si trattasse): in pratica c’è una tizia che in un video, spiega esattamente come fare a “spammare di brutto” tramite social, app di messaggistica, ecc. PAZZIA, PURA FOLLIA!

A questo punto, iniziano a formarsi nella mente, le classiche domande che ognuno pone a se stesso, dopo una settimana fatta con queste “pseudo-strategie”. Domande inevitabili, frutto dei “non-risultati” ottenuti e delle ripetute obiezioni della gente, annoiata e infastidita, che più volte ha chiuso sul nascere la conversazione (magari anche scortesemente). Domande che mettono in discussione tutto e tutti:

“Ma così facendo, in pratica, pian pianino mi eviteranno tutti! Proprio perché vedono in me, qualcuno che vuole vendere a tutti i costi qualcosa…”

“Ma così facendo, sto riempiendo il mio Facebook di persone sconosciute. In pratica il mio profilo segue persone che non conosco affatto. Boh, mi hanno detto di fare così. Sarà corretto?”

“Ma in questo modo, devo passare tutto il giorno a chiedere nuove amicizie e a chattare con persone nuove. Una volta ho chattato con una persona per oltre un mese. Le ho chiesto di tutto, parlando del più e del meno per ore durante le giornate. Quando sono arrivata al punto clou, la malcapitata mi fa: ‘credimi, sapevo che saresti arrivata a questo punto. Lo stavo aspettando da giorni. Ok, grazie di tutto. NON m’interessa!’
E poi… mai più sentita!”

Ma, ancora, non finisce qui. Mentre tutto “scorre”, chi è sopra di te diventa sempre più esigente, sempre più pressante: “bisogna richiedere più amicizie e inviare ancor più messaggi a chiunque”.

Le richieste dell’upline, crescono giorno dopo giorno, così come lo stress e l’ansia che ormai ti attanaglia. È come una morsa, che stringe ogni giorno di più. I risultati, beh, quelli rimangono stabili e rasentano lo zero! Tutto il resto diventa insopportabile e ti rende irrequieto, nervoso e arrabbiato con tutto e tutti.

Upline, step 3: Odio

A tutto c’è un limite. Quando dopo diverse settimane (o mesi addirittura) ciò che stai creando non genera nulla di concreto, “chiedi l’aiuto dall’alto”.

Ovviamente non mi riferisco a preghiere o cose simili. Semplicemente ti rivolgi al tuo upline perché possa consigliarti, darti una mano, ecc. Nella migliore delle ipotesi, vieni inserito in “zoom motivazionali” (chat di gruppo che si svolgono ogni 2/3 giorni in tardo pomeriggio e che servono a “caricare” i membri del team) in cui si esortano tutti i componenti a non arrendersi, a non fermarsi, ad andare avanti.

Ho scritto nella migliore delle ipotesi perché in tanti (tantissimi) lamentano l’assenza totale di risposte, il menefreghismo, gli screzi e le antipatie di chi sino a pochi istanti prima dell’ingresso nel network, inviava centinaia di messaggi ed era pronto a dare qualsiasi tipo di consiglio.

È da questo momento in poi che succede davvero di tutto: ho sentito di upline che “rubano” clienti ai sottoposti, favoritismi, sgambetti, parolacce, affronti, utenti bloccati sui social e chi più ne ha, più ne metta.

Con l’unico risultato certo: la “perdita di credibilità” verso tutto il mondo esterno. È cosi che il primo amore verso il proprio upline, si trasforma in odio puro, voglia di cambiare e registrarsi con altro codice sotto qualcun altro, anche a costo di ripartire da zero e perdendo tutto!

Conclusioni

Se hai pensato anche solo una volta di fare questo passo estremo, ti consiglio di contattarmi. Se ti rivedi in una delle situazioni su esposte, potrebbe essere utile fissare un appuntamento telefonico con me, in cui ti mostrerò come tutto sia un semplice ostacolo da superare, così come hanno fatto la maggior parte degli studenti in MpowerMarketing.

Perchè tu sei prima di tutto un distributore indipendente. Prima lo comprendi appieno, prima sarai davvero libero e spensierato.

Il tuo unico pensiero deve essere quello di comunicare in modo professionale ciò che sai fare e chi sei davvero. Devi saper arrivare al cuore delle persone proprio nel momento in cui stanno cercando te, il tuo prodotto e il tuo servizio. È quello che insegno in MpowerMarketing.

E l’upline? Beh, sei hai una strategia ben definita, conosci il tuo cliente e sei supportato dalle persone giuste… lascialo/a perdere, ignora tutto e tutti e vai dritto per la tua strada!

Formati, ottieni strumenti e contenuti per i social. Impara ad attrarre clienti online e trasforma davvero la tua professione, da semplice hobby in lavoro profittevole!

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Alla prossima!
Antonio