La Maestra di Zumba che NON voleva “ballare”!

Maestra di Zumba
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Quella che racconterò è la storia (vera) di una Maestra di Zumba, ma purtroppo… non ha un lieto fine! Grazie a questo racconto, ho compreso ancor più quanto siano importanti le parole e con quale leggerezza se ne utilizzino alcune. Pronunciare parole errate è come sbagliare i passi di un ballo: alla fine, il risultato della coreografia è pessimo!

Oggi racconto la storia di Irene (la chiamerò così), una grintosa e simpatica Maestra di Zumba, mamma di una splendida bambina che, a detta sua, è la sua vera ragione di vita: “il mio perchè” – proprio come l’ha definita lei.

Il suo lavoro la entusiasma tanto ma purtroppo, per come procede, non riesce a sostenere lo stile di vita che vorrebbe. Intendiamoci, Irene non è alla ricerca di chissà cosa. Vorrebbe solo ciò che dovrebbe “toccarle di diritto”, ovvero:

• avere più serenità e tranquillità

• pagare tranquillamente il mutuo di casa

• soddisfare i semplici desideri della sua piccola

• poter comprare una nuova macchinina

• poter fare una vacanza con sua figlia

Sono i desideri “normali” delle persone che lavorano tutto il giorno, senza sosta. Chiamiamoli pure: SOGNI PLAUSIBILI.

Vuole “di più” dalla sua professione. Vorrebbe incrementare, ad esempio, le lezioni e/o avere più persone ai suoi corsi. Insomma, come tanti, le piacerebbe avere semplicemente: PIÙ CLIENTI. Chi non vuole più clienti? Chiunque abbia un’attività commerciale, desidera avere più clienti!!

Ma (c’è un ma…) Irene è stanca di “elemosinare” degli spazi per poter creare nuovi corsi e lezioni, in piccole palestre o in scuole di ballo improvvisate. Irene è stanca di dover contattare, messaggio dopo messaggio, chiamata dopo chiamata, tutte le persone a cui “potrebbero” interessare le sue lezioni.

“Passo tante ore sui social, a mandar messaggi e far telefonate” – cerca così i nuovi clienti Irene.

La Maestra di Zumba dice poi una cosa tristissima…

“è tutto tempo che tolgo alla mia splendida bambina…”

Mi colpisce subito l’atteggiamento di Irene, mentre pronuncia questa frase: il tono della sua voce si abbassa, le spalle si stringono quasi chiudendosi su se stesse e lo sguardo si intristisce…

Quando le ho detto che sbagliava, che stava perdendo tempo e spendendo soldi, che esiste un modo professionale per FARSI CONTATTARE spontaneamente dalle persone… il suo volto si è d’un tratto, illuminato di gioia.

“Si, davvero Irene” – le ho detto – “in MpowerMarketing insegno a tutti gli iscritti (imprenditori, networker e professionisti come te) come COMUNICARE in modo professionale per ATTRARRE nuovi clienti”

“Wow. Voglio imparare subito come si fa!” – ha detto d’istinto – “Voglio finalmente correre verso i miei obiettivi, ‘ballare’ davanti ai miei sogni! È davvero ciò che sto cercando!”

❌ NO, questa storia non finisce con un lieto fine per la Maestra di Zumba

Irene ha detto una bugia a se stessa. L’ha detta ad alta voce. L’ha detta “proprio grossa” questa volta. Quando si dice la frase: “volere è potere” si sta dicendo in realtà: “se voglio qualcosa, farò TUTTO quello che c’è da fare per averla! TUTTO!”

Ma TUTTO vuol dire:

• studiare anche di notte, se necessario

• saltare i pasti e le cene, se necessario

• non uscir di casa per giorni, se necessario

• investire tempo e denaro, anche tanto se necessario

• sacrificare TUTTO ciò che è necessario

• provare, riprovare e riprovare ancora, se necessario

Ci vuole grinta e determinazione… non solo per far Zumba!

In realtà Irene… si è presa gioco di Irene! È questo l’amaro epilogo di questa storia. Quando è giunto il momento di dimostrare a se stessa che BISOGNAVA investire, studiare, imparare, mettersi in gioco… la Maestra di Zumba, ha fatto un passo indietro! E non era un passo di danza…

Nessuna azione. Ha deciso di star ferma. Ha permesso alla sua PAURA di gestire la sua VITA. Ed ecco spiegato anche il perché, oggi, è ancora poco serena. Ecco perché oggi non è tranquilla, ha pochi clienti, non arriva a fine mese, riesce a stento a pagare il mutuo di casa e… non ha mai tempo per la sua amata piccola.

Sono le NON azioni fatte prima (o la scelta di azioni sbagliate) che l’hanno portata sin qui, senza tranquillità e senza essere davvero SERENA. E se continua ancora così… forse non lo sarà mai!

Peccato! Poteva cambiare tutto: volere è potere, appunto. Ma forse non lo voleva abbastanza.

• Eppure la soluzione l’aveva trovata.

• Eppure il modo per iniziare, lo aveva trovato.

• Eppure… ha deciso che VOLEVA rimanere così… FERMA

Quanto sono importanti le parole!

Quando pronunciamo delle parole, pensiamo alle conseguenze che le stesse potranno avere sulla nostra vita. 

Irene, ora… è più triste e confusa di prima. Irene, ora ha la conferma che sta sbagliando tutto, che sta perdendo tempo in azioni sbagliate, che sta solo lasciando i suoi SOGNI PLAUSIBILI, chiusi in un cassetto.

Irene continuerà a fare la Maestra di Zumba, mandando messaggini sterili e perdendo il suo tempo dietro a delle inutili telefonate, nell’affannosa ricerca di nuovi clienti. Intanto sua figlia diventerà grande e il tempo che ha DECISO di perderenon le tornerà mai più indietro. Già.. questa NON è una storia a lieto fine.

Questa è la storia di Irene, una Maestra di Zumba che ha preso in giro se stessa e che NON vuole proprio ‘ballare’ davanti ai suoi sogni

Rifletti sulle prossime parole che deciderai di utilizzare! Potrebbero essere più importanti di quello che pensi. Potrebbero metterti poi davanti allo specchio e farti scoprire quante falsità… racconti a te stesso!

Alla prossima!
Antonio