Collaboratori intelligenti: individuarli… con due semplici domande

Collaboratori Intelligenti
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Hai un team di lavoro e vuoi individuare i collaboratori intelligenti all’interno? Ci sono due domande che possono aiutarti a trovare quelli più intelligenti nella tua squadra.

In questi anni mi è capitato spesso di lavorare in team. Devo dire che è sempre una bellissima esperienza. Ti ritrovi a stretto contatto con persone che hanno idee, competenze e conoscenze diverse dalle tue. La sinergia perfetta di tutti i componenti del team, permette di realizzare progetti ambiziosi e di raggiungere i traguardi in modo molto veloce.

Collaboratori Intelligenti ma prima di tutto… “SMART”

Su richiesta dei titolari di aziende, professionisti e imprenditori digitali, mi capita molto spesso anche di formare dei team di lavoro. È importante per me, circondarmi di collaboratori intelligenti, preparati e competenti. Ma soprattutto, devono avere una caratteristica fondamentale: devono essere “SMART”!

Definisco “SMART” le persone capaci di anticipare le richieste, veloci nell’apprendimento, scattanti, operative, in grado di esprimere opinioni, di individuare e risolvere problemi, di avere una mentalità aperta e capaci di osservare da più prospettive.

I collaboratori intelligenti sono “SMART” quando hanno tutte le caratteristiche succitate ma sanno anche stare al loro posto, non sono invadenti, sanno quando parlare e quando star zitti, non invadono spazi altrui e sanno esattamente quello che devono fare, come e quando.

Sì, per me sono proprio queste le persone indispensabili ad un team di lavoro di successo, quelle che formano un grande gruppo, capace di portare risultati concreti a un’azienda.

Come riconoscere i Collaboratori Intelligenti

Qual è il modo più veloce per identificare le persone più intelligenti in un gruppo? Beh, poni prima una domanda semplice e poi, subito dopo, una complessa.

Supponi di essere in un briefing con il team del progetto a cui stai lavorando. Devi definire “le mosse successive” e vuoi avere delle idee dai componenti dello stesso. Ci sono una miriade di strategie da poter utilizzare ma scegliere “quella giusta”, non è mai una cosa semplice e immediata. Di chi fidarsi allora?

Il metodo che utilizzo è quello appreso tempo fa, su uno dei numerosi testi studiati. Si rifà ad un suggerimento di un medico dell’Est, che esorta a iniziare con una semplice domanda, diretta, quasi banale. Questo è il modo rapido per “scovare” chi ha voglia solo di mettersi in mostra, di farsi notare e di ottenere approvazione.

Un esempio? Prova a chiedere: “Mi ricordate quali sono i nostri orari di apertura al pubblico?” Poi resta in silenzio e ascolta.

Chi fa a gara per rispondere a una domanda come questa (molto semplice), lo fa esclusivamente per farsi notare. Non sono queste le persone che stai cercando. Sono talmente ansiose di guadagnare l’approvazione che non considerano l’utilità della risposta e l’attinenza all’argomento del briefing stesso. Questo accade perché saltano la fase di analisi per rispondere rapidamente. Hai presente quando da piccoli, i genitori ci dicevano di contare sino a 10 prima di rispondere? Ecco, appunto…

I collaboratori intelligenti “saltano” questa domanda, evitano di rispondere anche perché pensano che dietro a questo quesito, possa esserci “qualcosa di più”, una sorta di tranello, una trappola: “perché mai starà chiedendo una cosa tanto scontata?” Non penso che veramente lui non conosca gli orari di apertura. Cosa si cela dietro questa banale domanda? Cosa chiederà dopo, di più difficile?”

Eccoli, scovati!

Se sei tu a condurre il briefing, hai trovato esattamente la direzione in cui guardare. Con la domanda appena fatta e le risposte ricevute, hai eliminato tutta “la fuffa” nel gruppo e sei pronto a porre il quesito più complesso, la cui risposta richiede più attenzione, analisi e creatività: “come facciamo a veicolare i clienti, su quella specifica area del nostro negozio?”

Chi ha parlato in precedenza, chi ha risposto alla prima domanda, probabilmente ora tratterrà il fiato, si guarderà intorno, perplesso, cercando “l’illuminazione” ma già appagato della precedente approvazione ricevuta.

La ricerca dei collaboratori intelligenti nel gruppo, non è semplice o veloce. Può essere necessario sollecitare i singoli del team, chiamandoli per nome uno ad uno. I più astuti potrebbero rispondere con un’altra domanda (ad esempio “perché dobbiamo trattenerli in quel reparto?”) oppure guarderanno gli appunti (frutto di riflessioni spontanee e immediate) presi sul loro block note. Potrebbero essere titubanti, riflessivi, attenti e riservati. Non esiste una risposta valida per tutto e non hanno vergogna nel chiedere altre informazioni ma, alla fine, riusciranno a suggerire un’idea valida.

Vuoi sapere chi sono i veri collaboratori intelligenti nel tuo team? Ecco un metodo testato e funzionante, che ti permette di “scovarli” tra i tanti componenti dello stesso!

Conclusioni

I collaboratori intelligenti (e “SMART”), in generale, sono coloro che sanno risolvere i problemi, sono curiosi, calmi, ponderano le loro parole e le scelgono con cura. Sono capaci di prendere appunti per tutta la durata di un briefing, rimanendo in silenzio, tanto da sembrare, per certi tratti, disinteressati rispetto all’intera discussione. Sono ricettivi, diretti, hanno buona dialettica, sanno quanto sia prezioso l’ascolto attivo. Sono grintosi, creativi, hanno energia e carattere da vendere.

Dedicano il loro tempo e spostano le energie su tutto ciò che richiede studio e creatività. Non sono impazienti e raramente rispondono quando le domande sono facili (tanto da permettere alla maggior parte delle persone di rispondere), scontate e/o ovvie (magari solo per far vedere “di sapere”).

I collaboratori intelligenti rispondono a domande che richiedono un’analisi e un pensiero critico perché, così facendo, riescono a catturare l’attenzione dell’intero gruppo.

Alla prossima!
Antonio