Black Friday: ma non staremo esagerando?

black friday antonio mariggio
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Ogni anno, verso fine novembre, la storia si ripete: arriva il Black Friday che porta con se una “valangata” di offerte. Ma non staremo esagerando?

Secondo me è proprio l’essere umano che tende ad esasperare il tutto (anche il Black Friday). Se c’è qualcosa di bello, utile, innovativo… beh, non può durar troppo, abbiamo “necessità di modificarlo”. Penso allo smartphone, un oggetto utilissimo, una di quelle invenzioni geniali che hanno rivoluzionato il mondo delle telecomunicazioni, così come la lampadina ed internet. Il problema è sempre il medesimo: l’utilizzo improprio del mezzo e l’abuso.

Ne è l’esempio, appunto, l’evento commerciale del Black Friday di cui tanto si sente parlare (e se ne abusa purtroppo) in questo periodo. Sembra che questa “moda” possa coinvolgere davvero ogni categoria merceologica, ogni tipologia di azienda, piccola o grande che sia. Ho analizzato l’evento e osservato le strategie adottate da alcune aziende. Mi sono soffermato sulle varie declinazioni di offerta, sulle promo proposte, sulle dinamiche e sui tempi.

E sono giunto ad una mia personale conclusione: questo evento commerciale, sta perdendo (o ha già perso) il suo fascino.

Black Friday o Black Month?

Secondo me, il primo motivo per cui il Black Friday ha perso di fascino è sicuramente legato al fattore “tempo”. Siamo passati, negli anni, dalla singola giornata del venerdi nero al Black Weekend (un fine settimana in cui approfittare di sconti imperdibili) alla Black Week (la settimana dei folli sconti) per finire al Black Month addirittura (un lungo mese di pazze offerte), “distruggendo” ovviamente e inevitabilmente il senso stesso dell’evento commerciale.

Ma non solo questo. A mio avviso “spalmando” l’evento su 7/15 giorni o più si ottiene un effetto boomerang non trascurabile: se in tutto il mese di novembre (o quasi) è possibile usufruire di sconti vantaggiosi, perchè allora acquistare nel mese di ottobre o peggio, anche di settembre? Si rischia quindi di registrare una “brusca frenata” delle vendite in un periodo precedente molto lungo rispetto ai semplici 2/3 giorni prima del vero Black Friday. black friday month

Scarsità dell’offerta o inflazione delle stesse?

Il secondo motivo per cui affermo che il Black Friday ha perso, nel tempo, il suo fascino sta nel fatto che un’offerta è tale quando il prezzo è davvero allettante e lo stesso non si può ottenere sempre (o comunque per molto tempo). Il principio di scarsità è una tecnica persuasiva per supportare il processo di conversione ed è tra le più utilizzate nel marketing e web marketing. 

Robert Cialdini parla ampiamente di questo principio nel suo libro “Le Armi della Persuasione” ma se osserviamo ciò che avviene ormai nel periodo del Black Friday, la scarsità è una vera e propria utopia. Vi sono invece tante, troppe offerte commerciali. Talmente tante da “confondere” il potenziale acquirente ed inibirlo dal compiere azioni. Penso ad esempio alle nostre caselle e-mail in questi giorni, inondate da mail commerciali con oggetto Black Friday che, in automatico, generano l’effetto che definisco simpaticamente “Black SPAM” (contrapposto all’obiettivo primario stesso della campagna DEM) e che finiscono, inesorabilmente, nel cestino.

Insomma… un disastro!

Non è un caso quindi, che in questo 2018, diverse aziende che seguo e a cui curo la comunicazione, hanno optato per “non far nulla”. Hanno deciso di non utilizzare questo evento commerciale perchè definito “una perdita di tempo e denaro” e che non produce “nulla di davvero concreto” (chiaro riferimento al vantaggio economico per l’azienda che propone l’offerta).

black friday spam

Offerte… strepitose?

Il terzo ed ultimo motivo (ma non per importanza) per cui penso che il Black Friday abbia perso parte del suo fascino è proprio riconducibile alla qualità delle offerte proposte dalle aziende, intese davvero in senso stretto. In origine, questa ricorrenza americana, offriva ai potenziali clienti, offerte davvero strepitose e vantaggiose. Come si legge da questo interessante articolo di Focus, erano offerte veramente imperdibili, che venivano proposte solo in quella data specifica (all’indomani del Giorno del Ringraziamento) e servivano ai negozianti per dare il via alle vendite natalizie e incentivare lo shopping con sconti anche dell’80%.

Oggi ci sono delle promozioni Black Friday davvero “banali”, create esclusivamente per “seguire la moda” e scrivere “Promo Black Friday” sui volantini pubblicitari. Ho visto promozioni con sconti del 5% o 7% o semplicemente che omaggiavano le “spese di spedizione”. Ora dico… ok alla promozione (in fin dei conti è sempre un vantaggio economico offerto al potenziale cliente) ma per Black Friday, si intende davvero altro. Quelle sono “semplici” operazioni commerciali che si possono proporre in vari periodi dell’anno, non certo per il Black Friday secondo me.

Black Friday Antonio Mariggio

Conclusioni

Penso che il Black Friday, se sfruttato bene, con una strategia studiata mesi prima (non improvvisata come tantI), con messaggi chiari e un’offerta davvero allettante e limitata nel tempo, possa essere un evento commerciale capace di movimentare le vendite di ogni azienda. Magari supportata da uno storytelling aziendale nei giorni immediatamente precedenti sui canali social, una campagna DEM e una promozione dell’offerta online (Social Adv o Google Ads ad esemipo).

Credo che le aziende dovrebbero pensare a strategie volte a “promuovere determinati prodotti” con l’obiettivo di invogliare l’utenza ad osservare il resto dell’offerta commerciale, a “stuzzicare” l’attenzione verso gli altri prodotti in negozio, in vista degli acquisti natalizi. Sottolineo ancora una volta l’importanza del fattore “tempo“: secondo me concentrare tutto nel solo giorno del venerdi nero è fondamentale per permettere all’utente di “compiere l’azione” dell’acquisto e/o della prenotazione.

Viceversa, il tutto si riduce davvero ad una perdita di tempo e denaro, ad una semplice “moda” insomma. Un’usanza importata dagli USA, un’occasione commerciale importante ma purtroppo snaturata nel tempo, “spalmata” in un periodo più lungo che ne fa perdere il fascino e l’efficacia.

Diciamo che l’essere umano potrebbe mettere in discussione una delle leggi fondamentali della fisica: siamo proprio certi che «nulla si crei e nulla si distrugga»? Noi siamo bravissimi a creare “cose” fantastiche per poi distruggerle banalmente con un utilizzo sbagliato.

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Antonio Mariggio'

Antonio Mariggiò – CEO&Founder Quattrocolori, Advertising Consultant, Certified Google AdWords Consultant, Digital Media Specialist, Web & Social Media Marketing Specialist. Marito di Mariagrazia. Papà di Alessandro. Creativo. Dinamico. Ottimista.